1 - Quando finisce Morciano?
Dopo il consumo totale dei terreni della pianura, è questa la domanda apparentemente paradossale che cominciamo a porci, nell'assistere all'avanzata inarrestabile del cemento, persino sul crinale di Via Panoramica. L'amministrazione di centro-sinistra guidata da Claudio Battazza, non riesce a pianificare, e trovare soluzioni ragionevoli per riempire i buchi e pagare i debiti lasciati da quella di centro-destra di Giorgio Ciotti e governare le spese vertiginose del Comune, ha puntato tutta la sua attenzione su quella più facile e dannosa, accelerando il consumo di quel bene prezioso, limitato e irriproducibile che è il territorio. Le nostre proposte come: istituzione dei Buoni Comunali del Tesoro (BCT), ricerca di mutui pluri decennali; insistenza con la Regione e la Provincia per accedere ai fondi comunitari destinati ai Comuni dell'entroterra riminese, non sono stati neanche presi in esame. Insomma meno Palacongressi a Rimini e Riccione e più rispetto delle bellezze naturali della vallata del Conca.
2 – Città vivibile o ubriaco di cemento?
La città che supera i suoi limiti può farlo in modo ragionato oppure affidandosi solo al mercato o peggio alla pura speculazione. Così il cemento che invade la campagna, senza tener conto del fabbisogno abitativo, commerciale e produttivo del Comune. Come un ubriaco marcio, rigetta a sua volta del cemento: centinaia di appartamenti sfitti, decine di negozi inutilizzati, capannoni vuoti e centri commerciali senza clienti. La città invade la campagna senza portare la vita.
Consuma suolo e terreni agricoli costruendo condomini e capannoni, impoverendo il territorio delle sue storiche potenzialità agricole e del turismo, senza creare vere occasioni di crescita.
3 – Quale è lo strumento per fermare la cementificazione selvaggia di Morciano?
Il Comune di Morciano è da anni in ritardo a fare il Piano strutturale comunale (Psc) e sopratutto l'aggiornamento del Prg (Piano regolatore generale) alle nuove normative Regionali ed il Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp del 2007).
Ad esempio, quest'aggiornamento e l'approvazione del Psc, salverebbe il crinale della collina di Via Panoramica dalle nuove cementificazioni.
In questa direzione, il primo anno d'attività della nuova Amministrazione, per i morcianesi è stato un anno perso. In quanto, questo triste sviluppo del cemento a Morciano deriva dall'attuale Piano regolatore generale, entrato in vigore nel lontano 2003 e ripetutamente modificato, trasformando i terreni agricoli in aree edificabili.
4 – Cittadinanza attiva e l'amministrazione
I cittadini attivi e civilmente responsabili che con il loro prezioso, gratuito e costante impegno sociale e politico, nell'ambito dei Comitati cittadini, cercano di tenere informati la popolazione e contrastare i progetti dannosi per il Paese, costituiscono un patrimonio collettivo e sono una risorsa del territorio, che l'amministrazione comunale dovrebbe trovare una via di collaborazione attiva con loro.
Dipenderà tanto da questa collaborazione, la soluzione dei grossi problemi del Comune: Pru Ghigi, cementificazione selvaggia del territorio, bilancio comunale, situazione finanziaria del Comune, urbanistica, partecipazione e vita democratica a Morciano.
5 – Il ruolo delle opposizioni
La presenza di un'opposizione, attiva, attenta e propositiva in Consiglio Comunale è la garanzia della vita democratica del Comune. In un Comune dove esiste una reale e responsabile opposizione, è molto difficile che gli amministratori uscenti possono lasciare enormi buchi e debiti dietro a se.
6 – Che fare?
Probabilmente, nella Vallata del Conca, siamo ancora in tempo a fermare questo cupo destino. Occorre interessarsi di politica, attivarsi e partecipare alla vita dei Comitati cittadini. Gli amministratori dovranno rispettare i diritti dei cittadini di poter proporre dei progetti e di decidere sulle scelte urbanistiche del proprio territorio. Dove, non siano solo gli speculatori ad avere i “diritti”, ma anche i cittadini.
Occorre che la cittadinanza faccia sentire la propria voce, attraverso le lettere e le petizioni, gli incontri, le feste, le conferenze e le assemblee sugli argomenti più rilevanti del Comune, cosi nessuno potrà dire nel futuro che i cittadini di fronte allo scempio del loro territorio sono stati silenziosi e consenzienti.